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Tropico Siderale è un lavoro sui cambiamenti climatici che svilupperò nel corso del 2023, non tanto sugli eventi catastrofici in sé, ma su come le società industriali occidentali stanno cercando soluzioni alternative per mantenere un'economia ancora intrinsecamente legata ai ritmi della natura: dal turismo di massa all'agricoltura, dalle fonti di energia alternative alla produzione alimentare intensiva. Con il passare delle stagioni cercherò di registrare come cittadini e aziende si stiano riorganizzando per affrontare un clima che sembra non accompagnare più i nostri ritmi di produzione di massa delle merci, beni e servizi.

 

ITALIA: Pordenone/Ostellato/Bologna. Aprile 2023. Se dovessero permanere come fenomeni normali la siccità e le scarse nevicate in montagna le riserve d'acqua, di solito accumulate durante l'inverno, non riusciranno a supportare l'attività agricola tradizionale, per questo il mondo dell'industria sta sviluppando tecniche alternative di coltivazione che permettono un risparmio idrico del 90% rispetto alla coltivazione tradizionale. Si chiamano Vertical Farm, coltivazioni indoor a circuito chiuso e ambiente controllato che consentono una produzione agricola intensiva nel quale vengono controllati tutti i parametri ambientali (temperatura, umidità, CO2, luce). Le radici delle piante si sviluppano su un substrato inerte (o in aria) e la soluzione nutritiva in eccesso viene recuperata, rimineralizzata e reimmessa in circuito.

Pordenone: NovelFarm, fiera annuale sulle colture fuori suolo. Una delle conseguenze del cambiamento climatico è la siccità. A causa di una scarsa piovosità e delle scarse nevicate in montagna, oltre alla dispersione idrica degli impianti, le riserve d'acqua non riusciranno a supportare l'attività agricola tradizionale, per questo il mondo dell'industria sta sviluppando tecniche alternative di coltivazione che permettono un risparmio idrico del 90% rispetto alla coltivazione in campo aperto e che consentono di fornire alle piante l’esatta quantità degli elementi nutritivi di cui hanno bisogno. Questo è possibile grazie all’uso di tecniche di coltivazione fuori suolo (vertical farm) a ciclo chiuso in ambiente controllato che consentono una produzione agricola intensiva e nel quale vengono controllati tutti i parametri ambientali (temperatura, umidità, CO2, luce). Le radici delle piante si sviluppano su un substrato inerte (o in aria) e la soluzione nutritiva in eccesso viene recuperata e reimmessa nel circuito. 

ITALIA. Appennino Tosco-emiliano e Alta Badia. Dicembre 2022. Questo inverno ha fatto segnare una temperatura superiore di 2,09 gradi la media storica, ma l’anomalia è stata addirittura di 2,54 gradi nel centro Italia e di 2,65 gradi nel mezzogiorno, valori mai registrati prima. Sono cadute il 30% di precipitazioni in meno in Italia con laghi e fiumi a secco e scarso potenziale idrico stoccato sotto forma di neve nell’arco alpino ed appenninico. La mancanza di precipitazioni e le temperature troppo alte per l’innevamento artificiale hanno provocato la chiusura di molti impianti che è destinata ad avere effetti non solo sulle piste da sci ma sull’intera economia che ruota intorno al turismo invernale. Il cambiamento climatico è stato accompagnato da una evidente tendenza alla tropicalizzazione che si manifesta con una più elevata frequenza di eventi violenti, sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi ed intense ed il rapido passaggio dal sole al maltempo, con sbalzi termici significativi.

 

ITALIA, Pontelagoscuro/Lovadina/Ravenna. Marzo 2023. A causa delle scarse nevicate la maggior parte dei più grandi fiumi italiani è già in secca, i ghiacciai delle alpi sono più sottili di 5 metri e i bacini idrici al minimo storico. Il Nord-Est è già ostaggio della siccità mentre i fiumi verso la foce hanno mutato radicalmente il loro paesaggio. A Pontelagoscuro, verso la sua parte finale, il fiume Po è già in secca, con un cuneo salino di oltre venti chilometri e un livello idrometrico pari ai valori estivi. A Lovadina Piave si è svuotato di oltre il 35% rispetto alla media storica, dando vita ad un paesaggio lunare e nel Ravennate l'oasi di Punte un raro caso di bosco igrofilo in Italia, oggi quasi completamente secco a causa della scarsa portata d'acqua dei fiumi che lo alimentano.

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